IL SINDACO TARZAN E IL GRANDE FRATELLO A LA ROVESCIA: SI PE‘ AVE‘ LA CARTA D’IDENTITÀ SERVE ‘N MIRACOLO
Di Redazione Roma
Mentre l’estate romana picchia duro sull’asfalto e i cittadini stanno a ffa’ i bagagli cor miraggio de’ ‘e ferie, in Campidoglio va in scena il solito festival del surrealismo burocratico. Oggi vi raccontiamo l’agonia di una cittadinanza che sta impazzendo dietro all’anagrafe. Roba da scompisciasse, si nun ce fosse da piagne.
Gira sui social un video che è un capolavoro: il nostro Sindaco, in modalità Tarzan (tipo Raimondo Vianello, ve lo ricordate?), s’è fatto riprende mentre sartella giulivo manco fosse ’n cerbiatto tra gli alberi appena piantati in città. Un’esibizione di agilità verde che ha commosso pure i sassi, ma che ha fatto venì ’n dubbio atroce a tutti li passanti (che ogni tanto bucano la censura del Tg Regione): “Ma a ’sti fuscelli qualcuno se ricorderà d’allungaje ’n secchio d’acqua, o entro agosto avremo ’na splendida collezione de stuzzicadenti secchi a decorà i marciapiedi?”. Conoscendo come funziona la cura del verde pubblico a Roma, la seconda opzione è quella favorita dai bookmaker di Londra
Ma il vero capolavoro della settimana nun è botanico, è ’na zozzata burocratica che leva er fiato. Parliamo dello sfacelo per passare dalle vecchie carte d’identità cartacee a quelle elettroniche. Il Campidoglio ha ordinato: er pezzo de carta è preistoria, dovete da passà tutti ar digitale. Ok, ordine ricevuto, capo. Peccato che l’Amministrazione s’è scordata de ’na cosetta da gnente: mette a posto la macchina burocratica per potello fa’.
Stiamo vivendo un “Grande Fratello alla rovescia”. George Orwell s’era immaginato uno Stato onnipresente che te spia pure dentro ar bagno; a Roma, invece, sei te cittadino che devi andà a cercà disperatamente lo Stato sul portale de’ ‘e prenotazzioni, ma er sistema t’arimbarza che è ’na bellezza. Lo Stato è proprio latitante, s’è dato malato. Provare a rimediare un appuntamento per la CIE in un’anagrafe municipale è diventato uno sport estremo, ’na via de mezzo tra la tombola de Natale e ’na caccia al tesoro dove t’hanno nascosto pure la mappa. I server saltano ogni due minuti (a chi è stato dato l’appalto della digitalizzazione di Roma? Perché?), le date disponibili slittano a babbo morto, e i posti spariscono prima ancora de comparì sullo schermo.
Provate a chiedere ai residenti del VII Municipio, un bacino umano che da solo fa più abitanti de Firenze, dove per disperazione il Comune ha dovuto inventarsi le “Notti Bianche del documento” manco fossimo a Ibiza. O provate a fare un salto nelle periferie del VI Municipio, a Tor Bella Monaca e dintorni, dove la gente racconta scene degne della prevendita dei biglietti dei Coldplay. Ogni venerdì mattina alle 9:00 in punto scatta il “Click Day” sul sito ministeriale: tre minuti con la clessidra che gira, il computer che fuma per il sovraccarico, e alle 9:03 compare la scritta magica: “Nessun appuntamento disponibile fino a ottobre”. E intanto la gente ha i voli prenotati per le vacanze e sta a schiumà cor terore che a la frontiera li bloccano, dato che la vecchia carta tra poco varrà quanto i soldi del Monopoli. L’ultima genialata della serie? Una mail d’emergenza creata dai municipi per i casi disperati, alla quale l’amministrazione risponde con la stessa tempestività con cui i dinosauri hanno schivato il meteorite.
La domanda allora sorge spontanea: caro Sindaco, Robbe’: ma come te viene in mente de lancia’ un ultimatum alla cittadinanza senza prima ave’ potenziato gli uffici e i computer dei municipi? Parliamo di documenti d’identità, mica delle figurine dei calciatori! C’è gente che ha assoluto bisogno del documento per viaggiare, spostarsi e lavorare durante l’estate. Famiglie bloccate, romani imbufaliti e impiegati comunali ridotti a fa’ da parafulmini pe’ i disastri dei piani alti.
La morale de ’sta ennesima “zozzata”? A Roma la transizione digitale funziona così: er Comune te dice de core verso er futuro, ma prima te leva ‘e scarpe e poi t’asfalta la strada coi crateri sopra le buche. Nel frattempo, noi rimanemo qua: senza documenti per partì e cor Sindaco che zompa allegro tra li rami. Speriamo solo che qualcuno porti ’na bottiglia d’acqua a quei pori alberelli, perché per rinfresca’ ‘a capoccia de chi comanna ’n sta città non basterebbe manco un idrante dei vigili der foco.



