HomeEsteriZelenskyy nel Golfo, l'Europa alla finestra: la nuova geometria anti-iraniana

Zelenskyy nel Golfo, l’Europa alla finestra: la nuova geometria anti-iraniana

Mentre Bruxelles tace paralizzata, Kyiv tesse alleanze con Riyad contro Russia e Iran

Ci sono momenti in cui l’orrore non si limita a distruggere, ma costringe a ricostruire. La guerra russa in Ucraina dal 2022 e l’attacco del 7 ottobre 2023 contro Israele hanno inferto ferite profonde, ma hanno anche accelerato un rimescolamento geopolitico che l’Europa – immobile, sfocata, ONU in miniatura – non riesce a vedere, paralizzata com’è da regole economiche e subalternità ai fornitori di petrolio. Ugo La Malfa lo diceva chiaro: “L’Occidente si difende sotto le mura di Gerusalemme”. Marco Pannella sognava Israele in Europa. Oggi, quel sogno lo realizza Volodymyr Zelenskyy, non a Bruxelles, ma a Riyadh.

Zelenskyy, statista del drone

Kyiv è diventata laboratorio mondiale di difesa antidrone, esperta contro gli Shahed iraniani che Teheran fornisce a Mosca per bombardare le sue città. Oltre 200 specialisti ucraini operano oggi in Arabia Saudita, Qatar, Emirati, Kuwait e Giordania, condividendo know-how per intercettare la minaccia comune. Zelenskyy ha incontrato Mohammed bin Salman: cooperazione militare, non chiacchiere. Gli USA chiedono supporto per le basi mediorientali (Trump smentisce, ma i fatti restano), mentre l’Europa nicchia.

Asse Russia-Iran, l’effetto domino

Russia e Iran formano un’alleanza distruttiva: droni da Teheran a Mosca, intelligence russa sulle basi USA alla Guardia Rivoluzionaria. I Paesi del Golfo, minacciati dagli stessi Shahed, vedono in Kyiv un alleato naturale; Israele, nei Patti di Abramo, il fronte anti-iraniano.

Israele tra Siria e pragmatismo: il caso Iron Dome

Kyiv ha implorato a lungo da Israele sistemi come l’Iron Dome – ideali contro razzi, droni e Shahed a corto raggio (fino 70 km) – oltre a David’s Sling e Arrow per minacce medie e balistiche. Gerusalemme ha rifiutato (2022-2024): dipendeva dal consenso russo per oltre 1.000 raid annui in Siria contro Hezbollah e IRGC, violando lo spazio aereo grazie a un “deconfliction mechanism” con Mosca. La caduta di Assad ha liberato Israele da quel vincolo perverso con Putin, aprendo ora a una collaborazione tecnica con l’Ucraina, non lontana.

Europa, subalterna e cieca

Qui sta il dramma: i media separano i conflitti, i liberal da salotto giudeofobi italiani – che tifano l’Ucraina ma odiano Israele, di cui ignorano tutto – non capiscono il legame. L’Europa, persa in vincoli economici, non esprime politica né muscoli militari. Zelenskyy, pragmatico, cerca alleanze dove Trump vacilla e Bruxelles tace: nel Golfo filo-israeliano, atlantista per vocazione.

Una lezione dalla nostra storia politica

I fondatori dell’Italia, Giuseppe Mazzini in primis, esaltavano l’azione contro l’inerzia. Zelenskyy ne è erede: trasforma la tragedia in capitale diplomatica, unendo Nord e Sud contro l’asse del male. L’Europa rifletta: la guerra rimescola le carte, crea alleanze impensabili. Kyiv e Riyadh ne sono prova. Gerusalemme, da La Malfa a oggi, resta il baluardo.

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