L’inizio delle riprese.
È passato poco più di un mese dall’inizio delle riprese de “The resurrection of Christ” di Mel Gibson, e già la pellicola suscita perplessità per la interpretazione del regista dei testi sacri cattolici. Ciò che desta più preoccupazioni, soprattutto vista la attuale situazione mediorientale è il sospetto antisemitismo di Gibson.
L’immagine che il regista restituisce del popolo ebraico della Prefettura di Giudea, che comprendeva Giudea, Samaria (l’attuale Gerusalemme e Cisgiordania) appare spesso feroce, irriconoscente, in poche parole distorta.
L’episodio incriminato.
L’episodio che ha suscitato le prime perplessità si riferisce ad un passo degli “Atti degli Apostoli”, specificatamente al libro III. Nel racconto della guarigione dello storpio alla Porta del Tempio, detta Porta Bella, di Gerusalemme. Questo racconto, è stato probabilmente scritto da Luca dopo la redazione del suo Vangelo. E’ ambientato a Gerusalemme prima della distruzione del Secondo tempio da parte dei romani (70 d.C.), parla di un miracolo eseguito da San Pietro. Secondo i commentatori dei vangeli e gli esegeti, questo miracolo di San Pietro, riecheggia l’episodio della guarigione dello storpio alla Piscina di Betesda. Miracolo attribuito a Gesù durante la sua predicazione ierosolomitana.
Il testo distorto.
Durante le riprese Mel Gibson fa denunciare San Pietro dallo stesso ebreo (cattivo, fanatico ed irriconoscente) che riceve il miracolo della guarigione. Questo porterà alla condanna del Sinedrio ed alla fustigazione di entrambi. Ma gli atti degli apostoli non ci dicono questo.
Testo (Atti 4:1–3, 7–10, 13–18):
Mentre essi parlavano al popolo, sopraggiunsero i sacerdoti, il comandante del tempio e i sadducei, irritati perché insegnavano al popolo e annunciavano in Gesù la risurrezione dai morti.
Li arrestarono e li misero in prigione fino al giorno seguente.
…
Li fecero comparire davanti al Sinedrio e domandarono: «Con quale potere o in nome di chi avete fatto questo?»
Allora Pietro, pieno di Spirito Santo, disse: «…nel nome di Gesù Cristo il Nazareno, che voi avete crocifisso e che Dio ha risuscitato dai morti, costui vi sta innanzi guarito.»
…
Ma, dopo averli minacciati, li lasciarono andare, non trovando alcun modo di punirli a causa del popolo.
Come è facile leggere nel testo, nessuna punizione viene inflitta a San Pietro o al guarito, che non denuncia affatto il suo benefattore. Entrambi, infatti, vengono arrestati per ciò che fanno dopo. Predicare alle porte del tempio ebraico la fede in un individuo da poco condannato dai romani per sedizione e crocifisso. Una predicazione che appare a molti blasfema, vista la natura umana di colui che conoscevano come Yehoshua Ben Ioseph.
Il cattolicesimo tradizionalista di Gibson.
Chiaramente non entriamo in discorsi teologici o religiosi. Questi attengono alla sensibilità di ognuno, ma ci domandiamo quale sia il bisogno, soprattutto ora, di far apparire gli ebrei come ingrati, violenti e colpevolmente ottusi di fronte al messaggio di Cristo.
Sappiamo bene che Mel Gibson appartiene alla Chiese tradizionalista. Molti ne sospettano la vicinanza al movimento Fraternità Sacerdotale di San Pio X (FSSPX). Questo è un gruppo cattolico tradizionalista spesso definito “sedevacantista” o non pienamente in comunione con la Chiesa cattolica ufficiale. Ciò che speriamo, è che il nuovo film non si trasformi in un’opera che distorce sia la realtà storica, sia la fedeltà ai Vangeli. E che non aumenti il sentimento antisemita in alcuni ambienti cattolici e conservatori. Speriamo di sbagliarci e che in fase di montaggio, certi svarioni vengano corretti.



