Di Dentatvs
Esistono storie che il tempo non riesce a scalfire e ferite identitarie che i quartieri di Roma si trascinano dietro
da oltre un secolo. Una delle vicende più emblematiche e dolorose riguarda direttamente la borgata Ottavia, nel
quattordicesimo municipio, e il destino negato della piccola Octavia Paolina. Questa bambina romana, vissuta
nel terzo secolo dopo Cristo e descritta con immenso amore nella sua epigrafe funebre come una creatura
dolcissima e carissima, è diventata il simbolo di un riscatto culturale non più rimandabile per l’intera comunità
locale.
La sua prima e ultima dimora terrena fu l’Ipogeo degli Ottavi, una straordinaria tomba sotterranea scoperta
quasi per caso nel millenovecentoventi, durante i primi scavi edilizi che stavano ridisegnando la via Trionfale.
Fu proprio la meraviglia di questo antico ritrovamento archeologico a dare il nome all’intero quartiere che
sorgeva intorno, tracciando un filo rosso indelebile tra il passato imperiale e la modernità. Eppure, oggi questo
legame profondo appare spezzato a metà, privato della sua componente più preziosa e affascinante.
Un’identità frammentata e la diaspora dei tesori dell’Ipogeo
Mentre le spoglie del padre, Octavius Felix, riposano ancora nel silenzio della camera centrale dell’Ipogeo in
via della Stazione di Ottavia, il meraviglioso sarcofago della piccola Paolina si trova incredibilmente esiliato a
Milano. Si tratta di un monumento di straordinaria fattura, finemente decorato con scene di giochi e
competizioni agonistiche tra fanciulli, che rappresenta il vero cuore narrativo della tomba. Dei quattro sarcofagi
rinvenuti nel secolo scorso all’interno del sito, nessuno di quelli appartenenti alle donne della famiglia è rimasto
nel territorio d’origine, parcellizzati tra le sale del Museo Nazionale Romano, i corridoi del Ministero
dell’Istruzione e, appunto, le collezioni lombarde.
Questa prolungata lontananza priva la periferia romana del suo nucleo storico più intimo, riducendo un luogo di
immensa importanza a un guscio parzialmente svuotato. Riportare il sarcofago di Octavia Paolina nella sua
reale casa non rappresenta soltanto un doveroso atto di giustizia storica, ma si configura come la dimostrazione
tangibile che la cultura e l’archeologia a Roma non possono restare confinate esclusivamente all’interno delle
Mura Aureliane, penalizzando i quartieri più distanti dal centro storico.
Ricucire la memoria per il riscatto della periferia romana
La zona nord-ovest della capitale non può e non deve essere considerata semplicemente come un agglomerato
di cemento, ferrovie e snodi stradali, poiché possiede un’anima antica che pulsa sotto l’asfalto e che merita di
essere pienamente valorizzata. Il rientro definitivo del monumento della bambina permetterebbe di restituire la
giusta dignità al territorio, trasformando l’Ipogeo degli Ottavi da un tesoro nascosto per pochi eletti a un vero e
proprio motore di riscatto sociale, didattico e culturale per tutta la cittadinanza.
Sotto il profilo puramente storico e affettivo, l’operazione consentirebbe inoltre di ricongiungere
simbolicamente la figlia al padre nel luogo esatto che la famiglia scelse con cura millenni fa, sanando una
separazione che dura ormai da troppi anni. Al contempo, la presenza della scultura originale in loco
innescherebbe un circuito virtuoso di turismo di prossimità, offrendo alle scuole, ai residenti e ai visitatori un
motivo eccezionale per scoprire la ricchezza della Roma imperiale fuori dai circuiti tradizionali e inflazionati.
La campagna istituzionale e popolare per ottenere il rientro del Sarcofago di Octavia Paolina è già ufficialmente
avviata e punta a scuotere la Soprintendenza Speciale di Roma e il Ministero della Cultura. Per trasformare
questa visione in una realtà concreta è però indispensabile l’apporto e la firma di ogni singolo cittadino, affinché
la voce della borgata arrivi forte e coesa ai tavoli decisionali. Non possiamo permettere che la memoria di
Ottavia rimanga un frammento isolato in un museo distante, ed è per questo che firmare la petizione significa
riprendersi attivamente il proprio passato per iniziare a scrivere un futuro diverso per il nostro territorio.
Ecco il Link per aderire all’Iniziativa: https://c.org/mZs4dV4y52



