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Maialellum, la nuova “porcata” che agita la Camera. Ascoli: “Cittadini espropriati del voto”

Addio Rosatellum, arriva il "Maialellum"? La verità sulla nuova legge elettorale alla Camera

ROMA – Non chiamatelo solo “Stabilicum”.

Mentre la maggioranza deposita alla Camera il testo della sesta riforma elettorale in vent’anni, nei corridoi della politica e sui social rimbalza un nuovo, spregiativo appellativo: il Maialellum.

A coniare il termine è stato Simone Ascoli, segretario di Democrazia Repubblicana, che vede nel nuovo progetto di legge non un passo verso la governabilità, ma un ritorno alle peggiori pratiche del passato. “È una porcata confezionata su misura per le segreterie”, attacca Ascoli. “Un sistema che tradisce lo spirito del proporzionale per blindare le coalizioni e togliere potere agli elettori”.

Cos’è il Maialellum: un finto proporzionale

Il testo depositato prevede un sistema formalmente proporzionale, ma corretto da un robusto premio di maggioranza per le coalizioni. Un meccanismo che, secondo i critici, costringe i partiti a nozze forzate prima del voto, snaturando l’identità delle singole forze politiche.

“Il proporzionale vero serve a far pesare le idee”, spiega Simone Ascoli. “Qui invece spingono i partiti a coalizzarsi solo per interesse numerico, impedendo loro di presentare programmi coerenti. La sintesi politica si dovrebbe fare in Parlamento in base ai voti presi, non con i ricatti elettorali sottoscritti prima di aprire le urne”.

Il nodo delle preferenze: elettori ancora al buio

Il punto più contestato del “Maialellum” riguarda però la conferma delle liste bloccate. Nonostante i proclami sulla necessità di riavvicinare i cittadini alle istituzioni, la proposta non prevede il reinserimento del voto di preferenza. Il risultato? L’elettore potrà barrare solo il simbolo del partito, lasciando ai leader la scelta definitiva di chi siederà sui banchi della Camera.

L’affondo di Ascoli su questo punto è durissimo: “Senza preferenze stacchiamo completamente il candidato dal territorio. La gente voterà un logo, ma a essere eletto sarà il ‘fedelissimo’ scelto dal capo di turno. È l’esproprio definitivo della sovranità popolare”.

La controriforma: Proporzionale puro e sbarramento al 2%

Contro il “Maialellum”, Democrazia Repubblicana lancia una sfida diametralmente opposta. La proposta del movimento guidato da Ascoli è netta:

Proporzionale puro per garantire che ogni voto abbia lo stesso peso.

Voto di preferenza obbligatorio per ridare ai cittadini il potere di scegliere i propri rappresentanti.

Soglia di sbarramento al 2%, per tutelare il pluralismo e permettere anche a nuove idee di entrare nelle istituzioni senza subire il monopolio dei grandi blocchi.

“La nostra soglia al 2% non è un capriccio, è un’assicurazione sulla libertà”, conclude Ascoli. “Dobbiamo smetterla di avere paura della democrazia. Più voci ci sono, più l’Italia è rappresentata”.

Mentre il dibattito entra nel vivo in Commissione Affari Costituzionali, il rischio è che il “Maialellum” diventi l’ennesimo capitolo di una storia parlamentare fatta di leggi scritte per convenienza e bocciate, puntualmente, dalla Corte Costituzionale.

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