L’appello al voto nel referendum sulla giustizia
In vista del referendum costituzionale sulla separazione delle carriere nella magistratura, Roberto Hamza Piccardo, fondatore dell’UCOII, l’Unione delle Comunità Islamiche d’Italia, poeta, editore e direttore del portale La Luce, ha invitato esplicitamente i musulmani italiani a votare No.
La motivazione espressa è diretta. Secondo Piccardo sarebbe preferibile mantenere l’assetto attuale della magistratura perché l’esecutivo, con la riforma, rischierebbe di esercitare un controllo maggiore sul potere giudiziario.
Nel suo intervento ha ricordato che in Italia vivono circa tre milioni di musulmani e che circa la metà possiede la cittadinanza italiana. In un referendum senza quorum, ha osservato, la partecipazione di questo elettorato potrebbe risultare determinante.
Letto isolatamente, l’intervento potrebbe apparire come il contributo di un intellettuale impegnato nel dibattito pubblico nazionale. Tuttavia il profilo di Piccardo, la storia dell’organizzazione che ha fondato e il contesto internazionale in cui si collocano alcune sue prese di posizione suggeriscono una lettura più ampia.
L’origine dell’UCOII e la rete europea
L’UCOII nasce dall’incontro di diverse componenti del movimento islamico attivo in Italia, tra cui la componente siriana e quella palestinese degli ex studenti dell’USMI, l’Unione degli Studenti Musulmani in Italia.
La presidenza iniziale dell’organizzazione fu assunta da Nour Dachan, figura collegata in passato alla componente siriana della Fratellanza Musulmana, mentre la segreteria fu affidata ad Ali Abu Shwaima, esponente della componente palestinese.
Si tratta di elementi ricostruibili nella letteratura accademica e nelle analisi dedicate allo sviluppo delle organizzazioni islamiche in Europa.
L’UCOII è inoltre membro della FIOE, la Federazione delle Organizzazioni Islamiche in Europa, una struttura con sede a Bruxelles che diversi analisti di sicurezza e alcuni governi europei considerano una delle principali reti istituzionali collegate alla galassia della Fratellanza Musulmana nel continente.
Anche i riferimenti religiosi dell’organizzazione contribuiscono a delineare questo quadro. Tra questi vi è il Consiglio Europeo per la Fatwa e la Ricerca, guidato a lungo da Yusuf al-Qaradawi, figura centrale nell’elaborazione ideologica della Fratellanza Musulmana a livello globale.
Nel giugno 2020 il segretario generale della Grande Moschea di Roma, Abdellah Redouane, accusò pubblicamente l’UCOII di rappresentare la Fratellanza Musulmana in Italia, indicando Nour Dachan come uno dei fondatori del movimento nel paese. Si tratta di una presa di posizione significativa perché proveniente dall’interno dello stesso panorama islamico italiano.
Le posizioni sui conflitti internazionali
Roberto Hamza Piccardo non è nuovo a prese di posizione sui grandi scenari geopolitici contemporanei.
Nell’ottobre 2024, in occasione del primo anniversario dell’attacco del 7 ottobre, ha definito le operazioni militari israeliane nella Striscia di Gaza un genocidio, inserendo il conflitto in una narrazione più ampia che contrappone l’occupazione israeliana alla resistenza palestinese.
Nella stessa analisi ha sostenuto che il sostegno occidentale a Israele starebbe accelerando un riequilibrio globale verso i paesi dei BRICS e verso un ordine internazionale multipolare.
Alla morte di Hassan Nasrallah, leader di Hezbollah ucciso da Israele nel settembre 2024, Piccardo ha pubblicato un messaggio di commemorazione sui propri canali social che ha suscitato polemiche nel dibattito pubblico italiano.
In un’altra occasione ha descritto la struttura istituzionale della Repubblica Islamica dell’Iran come un sistema politico complesso, evitando di definirlo una dittatura.
Vale la pena osservare che Piccardo proviene dalla tradizione islamica sunnita, mentre Hezbollah e il regime iraniano appartengono all’area sciita. La convergenza politica tra queste realtà non è quindi scontata sul piano teologico e assume un significato eminentemente strategico.
Hamas e la questione della Fratellanza Musulmana
Nel suo statuto fondativo del 1988 Hamas si definisce esplicitamente come l’ala palestinese della Fratellanza Musulmana. Il movimento è classificato come organizzazione terroristica dall’Unione Europea, dagli Stati Uniti e da numerosi altri governi occidentali.
Se dunque l’UCOII si inserisce nella rete europea collegata alla Fratellanza Musulmana, come suggeriscono la storia dell’organizzazione e le sue affiliazioni internazionali, il sostegno retorico alla resistenza palestinese assume una dimensione che va oltre il semplice commento geopolitico.
In Germania, ad esempio, l’Ufficio federale per la protezione della Costituzione ha inserito diverse organizzazioni vicine alla Fratellanza tra i soggetti monitorati nell’ambito della sicurezza interna. Questo è possibile grazie a un sistema istituzionale che consente all’esecutivo strumenti più diretti di indirizzo e coordinamento.
In Italia il dibattito pubblico su questi temi è rimasto finora molto più limitato.
Il significato politico dell’endorsement referendario
Tornando al referendum sulla separazione delle carriere, l’argomento presentato da Piccardo può essere interpretato come una posizione di merito condivisa da una parte dell’elettorato italiano.
Esiste però anche una possibile lettura più ampia.
Le reti transnazionali della Fratellanza Musulmana hanno storicamente operato nei paesi europei privilegiando contesti istituzionali frammentati e difficilmente riformabili, nei quali la distribuzione dei poteri rende più complessa l’azione coordinata dello Stato.
Un sistema giudiziario percepito come corporativo e poco incline alle riforme può risultare, in termini puramente teorici, meno efficace nel monitoraggio di reti associative che operano su scala transnazionale.
Esiste poi un ulteriore livello di analisi. Un appello esplicito rivolto a un bacino potenziale di circa un milione e mezzo di elettori rappresenta anche una dimostrazione di presenza politica e di capacità di mobilitazione.
È un modo per segnalare peso elettorale, capacità organizzativa e potenziale interlocuzione nel sistema politico italiano.
Il nodo del dibattito pubblico
Stabilire quanto questi diversi livelli di lettura siano consapevolmente intrecciati nella strategia di Piccardo è impossibile dall’esterno.
Ciò che è possibile fare, però, è analizzare ogni presa di posizione nel contesto più ampio in cui si colloca.
Le domande che emergono non implicano accuse giudiziarie né ipotesi di illecito. Riguardano piuttosto la necessità che il dibattito pubblico italiano sviluppi strumenti di analisi più rigorosi nei confronti dell’islam politico organizzato.
Applicare lo stesso livello di scrutinio critico che si applicherebbe a qualsiasi altro attore capace di mobilitare un blocco elettorale significativo è una condizione normale di funzionamento di una democrazia.



