HomeAttualitàLE CASE DI COMUNITA’ DEL SSN

LE CASE DI COMUNITA’ DEL SSN

FANNO SPERARE NELLO SNELLIMENTO DEI TEMPI DI EROGAZIONE DELLA SANITA’ PUBBLICA

Tutti i medici che entreranno nel Sistema Sanitario Nazionale dal 2025 avranno un doppio obbligo: esercitare per assistere i propri assistiti e lavorare con prestazioni orarie, assegnate dall’Azienda sanitaria di riferimento, nelle Case di Comunità, collegate a ospedali e ambulatori. In alternativa al vecchio concetto di guardia medica ospedaliera in cui tutti i casi clinici, dai più ai meno gravi, vanno a sommarsi indiscriminatamente, i “codici bianchi” potranno essere agevolmente gestiti da strutture attrezzate sul territorio. La continuità assistenziale sarà notturna e festiva, diurna e feriale.

“Più che una soluzione a livello burocratico, affidata a portali informatici che faticano a dare risposte, coi cittadini nelle mani dei rimpalli che dal telefono si trasferiscono sullo schermo del computer (“il portale non ti dà l’appuntamento? Forse hai digitato male il tuo nome, o il codice fiscale, o hai sbagliato l’indirizzo, o hai digitato male il numero di telefono…” ecc., a cui seguono le indicazioni dei difensori dei diritti dei consumatori che ti forniscono moduli on line per protestare contro la burocrazia usando altra burocrazia), i problemi del SSN, di cui il maggiore è quello, paradossale, di non riuscire a erogare le prestazioni sanitarie, saranno resi maggiormente gestibili dall’entrata in funzione delle Case di Comunità, le strutture che riformeranno la medicina del territorio, approvate dalla conferenza delle Regioni lo scorso settembre” – ha dichiarato il Segretario di Democrazia Repubblicana, Simone Ascoli.

“Adesso saranno le Regioni a implementare il nuovo modello che si articolerà in ‘hub and spoke’: lo ‘hub’ dedicato ai servizi sanitari più complessi e alla continuità assistenziale (con i medici presenti 24/7), gli spoke più piccoli e diffusi sul territorio come punti di assistenza primaria, con servizi di base e punto di contatto tra i cittadini e il sistema sanitario (medici presenti 12/6), e collegati agli hub per i casi più complessi.

In base a quanto annunciato –  ha proseguito Ascoli –  le nuove strutture agili distribuite sul territorio presteranno visite ambulatoriali per bisogni non differibili, gestiranno in équipe pazienti cronici e fragili, si occuperanno di promozione della salute, dei primi livelli di controlli diagnostici, e ancora presteranno assistenza a turisti, agli studenti fuori sede, ai cittadini non residenti. Le strutture saranno dotate di ecografi, strumenti per esami rapidi, accesso alle banche dati cliniche e dispositivi per teleconsulto e telemedicina.

È la strada giusta per intervenire sulla domanda di sanità prima che converga massivamente negli ospedali (in quanto i medici di base non fanno altro che prescrivere esami da prenotare a cura dei pazienti, i quali nono possono scegliere né i tempi l né i lughi, e quindi spesso rinunciano alle cure e agli esami) e ingolfi il meccanismo. Di sicuro bisognerà trovare il modo di rendere più attrattiva e remunerativa la professione per i medici di base”, ha concluso Ascoli.

Roma, Venerdì 7 novembre 2025

Democrazia Repubblicana – ufficio stampa

ARTICOLI CORRELATI

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui

- Advertisment -
Google search engine

Articoli popolari

Commenti recenti