HomeEsteriLa pace del Libano bellissimo e gli orchi di Hezbollah

La pace del Libano bellissimo e gli orchi di Hezbollah

​Il Libano era bellissimo: un luogo dove cristiani, con mille modi diversi di onorare Cristo, convivevano con musulmani anch’essi divisi da differenze interne, ma che importava? Poi, con il Settembre Nero, i giordani e il loro re decisero di non farsi sottrarre lo scettro da chi veniva dalla Palestina; ne cacciarono tanti e ne uccisero molti, ma i più arrivarono in Libano non come ospiti, bensì da padroni, esattamente come avevano tentato di fare in Giordania.

​Da allora il Libano si è fatto buio, triste, alla ricerca di un colore unico in un paese che un tempo ne aveva mille intorno al cedro. Così non vi è stata più pace, ma una guerra perenne, dove ciascuno rivendica il proprio assoluto e Israele diventa il male assoluto, l’entità da cancellare. È l’odio contro il piacere di essere liberi. Il Libano oggi è ostaggio, ridotto a servo da quel sovrano che desiderava essere.

​Ora che si intravede la pace con Israele, gli orchi di Hezbollah invocano la guerra, ergendosi a martiri di una pace che in realtà è guerra profonda, e armano le mille differenze in nome di un mondo da rendere tutto uguale. Eppure, i “buoni” dicono che l’orco è un agnello e che l’agnello è un lupo.

​Siamo alla svolta della verità: Libano e Israele potrebbero essere in pace, ma c’è chi mina questo cammino in nome dell’odio. La colpa di Israele? Esistere. La colpa del Libano? Poter essere felice. La colpa dei filo-iraniani? Odiare.

​La guerra ha i suoi devoti in nome di Dio: Hezbollah.

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