Questi non sono tempi da “memoria”, tempi le cui chiavi del presente e le indicazioni del futuro si trovano nel passato.
Sono tempi privi di un prima e, ancor meno, di un dopo: non hanno il corso ma si sono paludati, immobilizati.
Lo si vede nello scontro – e poi nella pace (forse) – tra l’Iran e degli Stati Uniti. Questi ultimi pare che sono nel mondo senza esserci davvero. Sono in guerra, ma chiusi nella loro pace isolata, isolazionista; focalizzati sui propri interessi, eppure ancora aggrappati alla missione di “portare la libertà” e istruire gli altri come vivere.
Oggi gli analisti davanti a questo tutto e a questo niente non analizzano più, vaticinano.
Il ruolo del razionalismo individualista europeo ha ceduto il passo a modelli comunitari e autocratici, come in Cina e in Russia, o a sistemi di casta e teocrazie (India e Russia) che pensavamo di aver già sconfitto con la Rivoluzione Francese.
Quindi? Dovremo forse tornare a strumenti prepolitici? A modelli in cui il Principe non è più difeso dalla logica delle cose, ma dalla loro superstizione? Trump si spiega con l’umore più che con i fondamentali della storia americana, più con le logiche dell’immobiliarista che con la saggezza dello statista. Si spiega con superstizioni.
La stessa superstizione di una “Gaza libera” invocata da masse anarchiche e libertarie, ma tragicamente ignare della realtà dei regimi autocratici e delle violenze di massa perpetrate in nome di disegni che riproducono teocrazie inumane. Gira nel web l’immagine di manifestazione di omosessuali che rivendicano, giustamente, libertà civili ma nello stesso tempo sventolano bandiere di Palestina dove non esiste, con Hamas, neanche l’idea di società civile immaginate di libertà.
Ecco che la “guerra non guerra” del Golfo genera una “pace non pace”, una non-vita. Le manifestazione per i non diritti generano non libertà.
Se l’Occidente non ritroverà il filo capace di innestare la ragione in un mondo che si rifà al mito e alla suggestione, il futuro apparterrà a modelli autocratici in cui nessuno conterà più nulla. Non ci saranno intelligenze, né umane né artificiali: resterà solo il vuoto degli zombie



