Dalle nostre parti puoi camminare sotto il sole come ti senti con la tua comodità e la tua coscienza.
Da noi, sotto questo sole deciso puoi coprirti il capo come senti, come vuoi, come puoi. Un turista francese a Roma indossava la kippah. Gli ebrei sono a Roma da 2200 anni, sempre, ininterrottamente se stessi.
Ora?
Per due volte il turista è stato offeso, aggredito, sotto il cielo di Roma. All’ aggressore si sono uniti altri. Chi è costui: un immigrato irregolare, Senza fissa dimora, con a carico una sfilza di reati. Vedete la follia, il fanatismo, nasconde sempre, con comodità, un odio che quelli con dimora fissa, con cause buone, e tolleranza per l’intollerabile, quelli che l’occidente giudaico-cristiano è imperialista, colonialista, affamatore , hanno dentro cattivo come il fiele.
Non c’è spazio per tutto questo per l’ aggressore e per i tanti che “sono sionisti cattivi” e quindi possono, anzi debbono, essere obiettivi.
Serve non una fila di parole ma il rigore di difendere le libertà e per farlo dobbiamo essere rigorosi contro chi attacca gli ebrei
Dobbiamo dire come disse il presidente Kennedy davanti al mostro del totalitarismo sovietico che offendeva Berlino: Ich bin ein Berliner,
siamo tutti berlinesi. Quindi dobbiamo dire che siamo tutti ebrei.
Altrimenti nuovi mostri arriveranno e faranno male alle libertà di tutti, si comincia sempre dagli ebrei.



