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La Banalità della Propaganda

L'ideologia tossica che racconta una realtà parallela

Come fa una tranquilla domenica di novembre a trasformarsi in uno di quei giorni in cui il tuo cervello si incastra su un argomento che ti suscita incredulità, indignazione e rabbia? Alle volte basta ascoltare la radio ed imbattersi in un servizio o, meglio, in un podcast, dal quale ti aspetti una analisi obbiettiva e seria su un argomento importante e poi ti accorgi che è l’ennesimo passaggio buttato lì per sostenere una propria posizione ideologica. A quel punto obbiettività, analisi dei fatti e comunicazione vanno in malora e tutto ciò che resta è un racconto distorto, fuorviante, ideologico, appunto

È ciò che mi è successo ieri ascoltando il podcast “immagini”, su Radio24, condotto dalla giornalista Valentina Furlanetto. Da diversi giorni ero interessato a seguire la terribile vicenda dei “cecchini” italiani, in realtà privati cittadini, che pagavano cifre da capogiro per poter sparare ad altri civili, a Sarajevo, durante la miseranda guerra civile jugoslava.

Così l’incipit del servizio mi cattura. “Cosa c’è di più orribile delle orribili immagini del documentario Sarajevo Safari?” dice la giornalista spiegando poi di cosa trattava il celebre documentario. Ci saremmo tutti aspettati che nulla potesse competere con la manifestazione della banalità del male rappresentata da ricchi imprenditori che si divertivano a dare, letteralmente, la caccia ad altri esseri umani.

Tutt’al più avremmo potuto immaginare che la brava giornalista, con un acuto nesso logico, avrebbe fatto un salto di continente e sarebbe arrivata a ricordarci l’altrettanto orribile massacro che sta avvenendo, proprio in questi giorni, in Sudan, per mano delle milizie islamiste dei Janjaweed che fanno il tiro a bersaglio su mamme che cercano di scappare con i loro figli, o le impiccano, in un macabro grappolo, insieme ai loro bambini.

No, niente di tutto ciò. Per Valentina Furlanetto una cosa solamente è peggio delle immagini di Sarajevo Safari. Ed è il fatto che il Ministro Israeliano Ben Gvir abbia festeggiato l’approvazione di una legge che prevede la pena di morte per i terroristi.  Per carità, neanche a me piace vedere dei rappresentanti del popolo esibirsi in atteggiamenti volgari ed inappropriati per la carica che ricoprono, ma il passaggio di una legge in parlamento, per quanto controverso, è comunque espressione di democrazia. Brutto che sia vederne il promotore festeggiare.

Già questo basterebbe a palesare il preconcetto nei confronti dell’unica Democrazia mediorientale, se non fosse che la Dottoressa Furlanetto sembra dimenticare che la brutta (a mio parere) azione del Ministro Ben Gvir è la risposta provocatoria all’altra orribile abitudine palestinese di distribuire dolcetti all’angolo delle strade ogni qual volta un terrorista uccide un israeliano. Non un militare, sia chiaro, ma un qualsiasi israeliano, a prescindere dal sesso, dall’età o dal ruolo.

Dirò di più. La disumana abitudine palestinese di festeggiare le morti di coloro che ritengono nemici è una lunga tradizione della quale siamo stati testimoni già dal 1991, quando Saddam lanciò i suoi scud su Israele senza che lo stato ebraico reagisse. Si ripetè l’11 settembre 2001, quando crollarono le Torri Gemelle. Nel 2005 quando morì Sharon che fu colui che restituì l’intera Gaza ai palestinesi. E due anni fa, quando Hamas e gli altri gruppi islamisti fecero irruzione in territorio israeliano e compirono il peggior pogrom dalla fine della Seconda guerra mondiale.

Come si fa, dunque, ad iniziare un servizio, che tra l’altro avrebbe dovuto parlare della nuova legge che censura la pornografia online, con una banalità, una sconcezza, come questa? Possibile che il livello della nostra informazione abbia preso una piega così ideologica? La risposta a queste domande la lascio a voi. Per dovere di correttezza metto anche il link del podcast. Che non si dica che ho frainteso “lo spirito”.

https://www.radio24.ilsole24ore.com/programmi/immagini/puntata/trasmissione-16-novembre-2025-100500-2344327730877789

Alexandro Ascoli
Alexandro Ascoli
Imprenditore ed esperto di storia militare. Presidente onorario della Associazione di Ricostruzione Storica "Mos Maiorum". Studioso di Geopolitica e dei conflitti dell'evo antico e moderno del Medio Oriente.
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