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LA TRAPPOLA DELLA POLITICIZZAZIONE: PERCHE’ IL CORTOCIRCUITO TRA POLITICA E BIENNALE PENALIZZA L’INDUSTRIA CINEMATOGRAFICA

(palazzo del cinema credito riccardo lo re unsplash)

Il rapporto tra la politica e la Biennale di Venezia ha vissuto una trasformazione profonda: ciò che un tempo era uno scontro ideologico aperto o un confronto dialettico sulla cultura, oggi si è trasformato in una paralisi narrativa e in un rituale di posizionamento ideologico che penalizza il settore dell’industria cinematografica italiana e globale. Mentre il cinema affronta una crisi strutturale di sale, incassi e identità, la vetrina del Lido rischia di trasformarsi in una “trappola” in cui la propaganda e la contesa politica oscurano la sostanza artistica e industriale delle opere.

Il cortocircuito mediatico: quando le categorie politiche paralizzano la cultura

La recente gestione della Biennale e la presidenza di Pietrangelo Buttafuoco offrono un chiaro esempio di come il sistema politico e mediatico faccia fatica a gestire la complessità.

L’impossibilità di polarizzare: La figura di Buttafuoco — intellettuale d’area tradizionalista e di destra, ma convertito all’Islam sciita e caratterizzato da posizioni anti-atlantiste e filo mediterranee — ha spezzato le classiche categorie binarie del dibattito italiano (Destra vs Sinistra, Occidente vs Islam, Pro-Israele vs Pro-Palestina).

L’evitamento d’informazione: Incapaci di incasellarlo come un “intellettuale di regime” o di arruolarlo nella difesa dell’identità occidentale, le narrazioni di destra e di sinistra hanno risposto con una forma di depotenziamento e semi-silenzio mediatico.

La spaccatura tra gli artisti e la stanchezza del pubblico

La costante strumentalizzazione della Mostra del Cinema come megafono politico (con blitz sul red carpet, sit-in e rituali di militanza d’ordinanza) ha creato una frattura artificiale all’interno del mondo dello spettacolo:

La militanza di posizionamento: Una parte di autori e interpreti adotta dichiarazioni e gesti ideologici per garantirsi approvazione nei circuiti influenti del festival e del sistema mediatico.

Il silenzio coatto degli altri: Chi preferirebbe concentrarsi esclusivamente sul valore dell’opera cinematografica si trova costretto a inseguire risposte di circostanza per non rischiare l’ostracismo o l’etichettatura di “disinteresse politico”.

Questo schema ripetitivo genera nel pubblico un senso di saturazione e rigetto. Gli spettatori, già disaffezionati alle sale da gioco e scettici verso il cinema nazionale, assistono a un copione prevedibile dove la propaganda e la contesa geopolitica soffocano il racconto delle storie e della tecnica cinematografica.

Perché questo modello non funziona nell’era della crisi industriale

Mentre sul red carpet e nelle conferenze si consumano battaglie d’immagine, l’industria cinematografica reale soffre di:

  • scollamento dal pubblico reale: il cinema italiano vive un drammatico calo di presenze nelle sale e un disallineamento dai gusti delle masse. Centrare il dibattito solo sui posizionamenti etici o ideologici allontana ulteriormente il prodotto visivo dal pubblico pagante;
  • perdita di centralità del film: il film cessa di essere valutato come opera linguistica, industriale ed estetica, e diventa un semplice “pretesto” o “veicolo” per lanciare slogan sociali o polemiche di giornata;
  • mancanza di inchieste industriali: il depotenziamento mediatico porta i giornali a ignorare i problemi veri del settore (modelli di finanziamento, sostenibilità delle produzioni, distribuzione nelle sale, competizione con le piattaforme) per concentrarsi solo sulla passerella politica o sul silenzio cauto dell’istituzione.

Il rapporto tra politica e Biennale dimostra che quando la politica cerca la propria legittimazione attraverso le istituzioni culturali — o quando la cultura cede alla ritualità ideologica di posizionamento — a soccombere è proprio la sostenibilità dell’industria cinematografica.

Per ripartire, il cinema necessita di ritrovare la propria autonomia artistica e il proprio legame con gli spettatori, liberando i festival dalla necessità di essere un’arena di propaganda per restituire loro la funzione originaria: essere una vetrina internazionale di storie, qualità visiva e mercato.

IL PARADOSSO DI PIETRANGELO BUTTAFUOCO E LA TRAPPOLA DEL LIDO: COME LA GESTIONE DELLE BIENNALE HA PARALIZZATO IL RACCONTO DELLA CULTURA

La nomina di Pietrangelo Buttafuoco alla presidenza della Biennale di Venezia era stata presentata dal governo come un’operazione di rottura intellettuale: l’ingresso sulla scena di un profilo eccentrico, di radici storiche nell’alveo della destra ma convertito all’Islam sciita (con il nome di Giafar al-Siqilli), un “uomo libero” privo di organicità di partito. Nelle intenzioni ufficiali doveva rappresentare la dimostrazione di una nuova egemonia culturale autonoma e anticonformista. Il risultato sul campo, tuttavia, si è tradotto in una forma di paralisi comunicativa e in un imbarazzo a doppio taglio sia per la politica sia per il sistema mediatico.

L’anticonformismo tradizionale e la paralisi dei media

Per comprendere l’effetto Buttafuoco sulla Mostra del Cinema e sulle istituzioni lagunari, occorre analizzarne la cifra ideologica e spirituale. La sua conversione all’Islam sciita non è un dettaglio folkloristico: nella visione di Buttafuoco, la scelta teologica ricompone il pensiero della “Tradizione” contrapposto alla Modernità, al consumismo e al nichilismo liberale.

Un profilo di questo tipo destabilizza completamente gli schemi del dibattito italiano:

  • Rottura con la destra sovranista e atlantista: Dista radicalmente dalla difesa dell’identità giudeo-cristiana o dall’allineamento geopolitico con l’Occidente. È una figura conservatrice ma filo mediterranea, “terzomondista” e proiettata al dialogo spirituale con l’Oriente.
  • Inattaccabilità e inapplicabilità ideologica: La sinistra progressista fatica a muovergli accuse frontali di sciovinismo occidentale, islamofobia o sovranismo becero. Al contempo, la destra di governo stenta a trasformarlo in un proprio stendardo politico, temendone l’autonomia e la sensibilità verso il mondo arabo di fronte alle linee di politica estera ufficial
IL CIRCUITO MEDIATICO
NARRATIVA DI SINISTRANARRATIVA DI DESTRA
Impossibile accusarlo di islamofobia e provincialismo identitarioImpossibile arruolarlo nella difesa dell’identità occidentale e atlantista
MEDIA: Mancanza di categorie, evitamento e silenzio

In mancanza delle classiche categorie binarie (Destra vs Sinistra, Occidente vs Islam), il sistema d’informazione ha risposto con il depotenziamento del racconto: l’evento è scivolato sottotraccia, privato di inchieste di ampio respiro e relegato a una forma di semi-silenzio mediatico.

La trappola del Lido: tra cliscé e stanchezza del pubblico

Mentre il cinema italiano attraversa una crisi identitaria e di botteghino, la vetrina del Lido ha finito per riservare un ruolo invadente e rituale alle consuete battaglie di posizionamento. La questione palestinese, con blitz sul red carpet, srotolamento di bandiere e presidi promossi dalla Global Sumud Flotilla e da vari collettivi, si è trasformata in un bis prevedibile.

Questo clima di costante politicizzazione ha spaccato il mondo dello spettacolo:

  1. La militanza d’ordinanza: Chi sceglie l’esibizione ideologica per garantire la propria presenza nei circuiti culturali e mediatici che contano.
  2. Il silenzio forzato: Gli artisti che preferirebbero concentrarsi sull’opera d’arte ma si trovano costretti a rilasciare dichiarazioni di rito per evitare l’ostracismo o l’accusa di disinteresse.

Il risultato complessivo è un inesorabile senso di rigetto da parte di un pubblico stanco di vedere l’arte oscurata dalla propaganda e dai rituali di posizionamento.

IL LIDO COME POLARIZZATORE
AMBITO CINEMATOGRAFICOAMBITO MEDIATICO
• Crisi di pubblico      • Attori costretti a  schierarsi             • Reiterazione di temi • Assenza di inchieste • Copertura ridotta • Imbarazzo politico • Silenzio su reti e ONG

Governance e “neutralità tecnica”: la scelta di Buttafuoco

Sul piano pratico, la presidenza Buttafuoco si è mossa lungo una traiettoria di continuità tecnica e diplomazia culturale:

  • Autonomia artistica: Con la conferma di Alberto Barbera alla direzione della Mostra del Cinema, la presidenza ha delegato le scelte di selezione, evitando rivoluzioni ideologiche o l’imposizione di una linea di regime.
  • Contenimento geopolitico: Di fronte alle pressioni dei collettivi, la governance ha difeso la linea della neutralità istituzionale (rifiutando, ad esempio, l’esposizione della bandiera palestinese sul Palazzo del Cinema) e ha respinto la logica dei boicottaggi preventivi, concependo la Biennale come “ONU della cultura” dove accogliere opere indipendentemente dalla nazionalità degli autori.

La gestione Buttafuoco dimostra come la complessità culturale, quando non rientra negli argini della polarizzazione politica, finisca per spaventare e paralizzare la macchina mediatica. Rifiutando sia l’arruolamento di parte sia la rivoluzione di regime, la Biennale ha mantenuto un profilo tecnico e inclusivo, pagando però il prezzo di un racconto giornalistico dimesso e di un pubblico stanco delle solite liturgie ideologiche.

IL CIRCO MEDIATICO DELLA CARITA’:

Prospetto Completo dei Premi Collaterali promossi da ONG ed Enti del Terzo Settore alla Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia

Il ruolo delle ONG e dell’ecosistema etico al Lido

Accanto ai grandi sponsor commerciali (Cartier, Mastercard, Armani Beauty, Campari, Lexus), attorno alla Mostra gravita una rete di Organizzazioni Non Governative ed enti del terzo settore. Non agendo come Main Sponsor finanziari dell’ente centrale, queste realtà operano attraverso premi collaterali, partnership etiche e patrocini.

  • Green Drop Award (Green Cross Italia): Assegnato dall’ONG fondata da Mikhail Gorbachev al film del concorso ufficiale che meglio affronta la sostenibilità ecologica.
  • Premio Croce Rossa Italiana: Riconoscimento al film che esprime i valori del soccorso e del diritto internazionale umanitario.
  • Iniziative UNICEF e Amnesty International: Menzioni speciali (come all’interno del Leoncino d’Oro) e collaborazioni con sezioni autonome per la tutela dei diritti dell’infanzia e dei diritti umani.
  • Sezioni autonome e Fuori Mostra: Partnership con le Giornate degli Autori (es. campagne di EMERGENCY) e presenze presso spazi culturali come Isola Edipo e il Premio Edipo Re.

Nel panorama della Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica della Biennale di Venezia, i Premi Collaterali costituiscono un ecosistema fondamentale di riconoscimento e valorizzazione culturale. Parallelamente ai grandi sostenitori e sponsor commerciali (come marchi del lusso, automotive e tecnologia), un ampio ventaglio di Organizzazioni Non Governative (ONG), ONLUS, fondazioni etiche e associazioni culturali assegna riconoscimenti ufficialmente riconosciuti dalla Biennale.

Questi premi vengono attribuiti da giurie autonome e indipendenti composte da esperti, attivisti, critici e figure del terzo settore, con l’obiettivo di premiare le opere della selezione ufficiale e delle sezioni parallele (come la Settimana Internazionale della Critica e le Giornate degli Autori) che si distinguono per il forte valore civile, ecologico, umanitario e sociale.Di seguito si riporta l’analisi e il quadro sinottico dei principali premi collaterali promossi da ONG e organizzazioni del terzo settore.

Analisi dei Premi e delle Associazioni Promotrici

Green Drop Award

  • Associazione Promotrice: Green Cross Italia (sezione italiana dell’ONG internazionale per la sostenibilità e la tutela ambientale fondata da Mikhail Gorbachev).
  • Criteri di Selezione: Il premio viene assegnato al film del concorso ufficiale che meglio interpreta i valori della sostenibilità ecologica, della difesa del pianeta, della cooperazione ambientale e della consapevolezza sui cambiamenti climatici. Il trofeo contiene tradizionalmente una manciata di terra prelevata ogni anno da una diversa area critica o simbolica del pianeta.

Premio Croce Rossa Italiana

  • Associazione Promotrice: Croce Rossa Italiana (organizzazione umanitaria e di volontariato).
  • Criteri di Selezione: Viene conferito all’opera che esprime con maggiore efficacia i principi fondamentali del diritto internazionale umanitario, la tutela della dignità umana nei contesti di guerra o emergenza, il soccorso e la solidarietà verso le popolazioni vulnerabili.

Segnalazione Cinema For UNICEF

  • Associazione Promotrice: UNICEF Italia (Fondo delle Nazioni Unite per l’Infanzia) in collaborazione con Agiscuola / Leoncino d’Oro.
  • Criteri di Selezione: Menzione speciale assegnata all’opera cinematografica che solleva con maggiore impatto l’attenzione sui diritti fondamentali dell’infanzia e dell’adolescenza, denunciando abusi, povertà, discriminazioni o valorizzando storie di riscatto giovanile.

Premio Edipo Re

  • Associazione Promotrice: Impresa Sociale Edipo Re in collaborazione con l’Università Ca’ Foscari Venezia e l’Università degli Studi di Padova.
  • Criteri di Selezione: Riconoscimento rivolto alle opere delle sezioni ufficiali e parallele che si distinguono per un forte impegno sociale, la promozione dell’inclusione, della diversità culturale e della sostenibilità della convivenza umana.

Premio Fondazione FAI Persona Lavoro Ambiente

  • Associazione Promotrice: Fondazione studio e ricerche della FAI Cisl (ente no-profit legato alla tutela dei lavoratori dell’ambiente e dell’agricoltura).
  • Criteri di Selezione: Premia il film che meglio affronta il binomio tra lavoro dignitoso, sicurezza nei luoghi di lavoro e tutela dell’ambiente naturale, evidenziando il ruolo del lavoro come fattore di emancipazione e rispetto del territorio.

Prix CICT-UNESCO “Enrico Fulchignoni”

  • Associazione Promotrice: CICT (Consiglio Internazionale del Cinema, della Televisione e della Comunicazione Audiovisiva), organismo no-profit partner dell’UNESCO.
  • Criteri di Selezione: Assegnato all’opera che meglio incarna i valori universali dell’UNESCO: promozione della pace, tolleranza, dialogo interculturale e conservazione del patrimonio immateriale dell’umanità.

Premio SIGNIS

  • Associazione Promotrice: SIGNIS (Associazione Cattolica Mondiale per la Comunicazione), ONG no-profit accreditata presso le istituzioni internazionali.
  • Criteri di Selezione: Viene assegnato al film che dimostra spessore artistico e umano nel promuovere valori etici, spirituali, di giustizia sociale, riconciliazione e rispetto della dignità umana.

2. Prospetto Sinottico dei Premi Collaterali

PremioEnte / ONG PromotriceArea TematicaCriteri Principali di Selezione  
Green Drop AwardGreen Cross ItaliaAmbiente & SostenibilitàSostenibilità ecologica, difesa del pianeta e transizione ecologica.
Premio Croce Rossa ItalianaCroce Rossa ItalianaDiritto Umanitario & SoccorsoTutela della dignità umana, soccorso nei contesti di crisi e pace.
Cinema For UNICEFUNICEF Italia / AgiscuolaDiritti dell’InfanziaSensibilizzazione sui diritti, la tutela e la crescita di bambini e adolescenti.
Premio Edipo ReImpresa Sociale Edipo Re, Università Ca’ Foscari e Univ. di PadovaInclusione & SocialeImpegno civile, diversità culturale, sostenibilità sociale.
Premio FAI Persona Lavoro AmbienteFondazione FAI CislDiritti dei Lavoratori & EcologiaLavoro dignitoso, sicurezza lavorativa, tutela del territorio naturale.
Prix CICT-UNESCO “Enrico Fulchignoni”CICT-UNESCOPace & Dialogo InterculturalePromozione della tolleranza, comprensione tra i popoli e patrimonio umano.
Premio SIGNISSIGNIS (Associazione Cattolica Mondiale)Etica, Giustizia & SpiritualitàValori umani, riscatto sociale, giustizia e dimensione spirituale.

Iniziative ed Eventi Paralleli delle ONG al Lido

Oltre all’assegnazione diretta dei premi collaterali, la presenza delle ONG durante la Mostra del Cinema si articola in attività di sensibilizzazione diffuse:

  • Incontri e Panel nelle Sezioni Autonome: Collaborazioni con le Giornate degli Autori per campagne di sensibilizzazione sociale e civile (ad esempio le campagne sull’articolo 11 della Costituzione e la pace promosse da EMERGENCY).
  • Spazi Fuori Mostra: Iniziative presso spazi culturali diffusi (come la banchina di Isola Edipo) che uniscono dibattiti, proiezioni sociali e momenti di raccolta fondi per cause umanitarie e ambientali.
  • Tavole Rotonde e Masterclass: Workshop organizzati a margine delle premiazioni con scienziati, attivisti e registi per discutere il ruolo del cinema come strumento di mutamento sociale e civile.

Il cinema non è più arte, è un gioco combinatorio di problematiche socioculturali che vanno miscelate nei corti o lunghi metraggi per raccattare un premio umanitario che in realtà è politico. Questo è il motivo per cui nessuno farà mai più un film come “Ladri di biciclette”, un film capolavoro in cui la politica si faceva in quanto lettura artistica della realtà e i panni sporchi si lavavano in modo autentico non in famiglia ma col plauso del mondo intero.

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