Giorgia

Il podcast con Fedez e Mr. Marra come operazione politica, mediatica e narrativa.

Mi sono messo la sveglia sul telefonino per seguire il podcast di Fedez e Mr. Marra.

Sì, perché il 19 marzo c’era come ospite Giorgia nazionale.

Così mi sono accomodato e ho fatto partire i 55 minuti di podcast.

Comunque, prima di parlare delle mie impressioni, vorrei chiarire la mia posizione su questo evento.

Fedez e Mr Marra, i podcaster di Pulp Podcast, sono agli antipodi del mio pensiero. Posso garantire che non siamo d’accordo su nulla, compresi musica e abbigliamento. Ma è giusto riconoscere il lavoro pazzesco che hanno fatto e la serietà con cui lo hanno affrontato. Sono riusciti a ottenere la cosa più difficile da ottenere nel giornalismo: la credibilità.

Detto questo, parliamo del podcast.

La mossa di Giorgia Meloni è stata geniale.

Sa benissimo che, con le conferenze stampa ufficiali, non arriverà mai ai giovani. Oggi l’attenzione dei giovani se la prende chi sui social funziona davvero. E guarda caso, nel campo dell’informazione, a dominare quello spazio è soprattutto la sinistra. Così molti giovani finiscono per essere esposti quasi solo a una narrazione di sinistra.

Quindi che cosa ha fatto?

Ha accettato l’invito nel podcast più seguito sui social. In questo modo, invece di passare attraverso il filtro della palude mediatica di sinistra, parla direttamente ai giovani.

Questo è il contesto.

Ora andiamo ad analizzare quello che è successo in questa oretta. Parleremo di questa oretta, e non dei 10 secondi finali in cui il Presidente rimproverava un suo collaboratore per averla interrotta e fatta perdere il filo del discorso.

Sì, perché la sinistra rosicona, non potendo attaccare il Presidente su niente dell’intervista, ha dovuto riversare tutto il suo sdegno sui bloopers.

È come guardare i bloopers di Titanic e chiedere che vengano ritirati gli 11 Oscar al film. Sono stupidi.

Ora, chiarito questo, entriamo nel vivo del racconto.

Il podcast è iniziato subito come fa di solito il Paris Saint-Germain all’inizio di una partita: rinvio del pallone e tutti avanti. E così è stato.

Marra sembra quello che fa le domande, e Fedez quello che, prima dell’intervista, se l’è fatte approvare da Marra.

Prima domanda: guerra in Iran.

Devo essere sincero: era la domanda che aspettavo di più. E nonostante Marra, che non è uno sprovveduto ed è bravo nel suo lavoro, spingesse per far sì che il Presidente del Consiglio si tradisse nei confronti di Israele e degli Stati Uniti, Giorgia ha risposto in un modo che, francamente, trovo difficile da controbattere:

“L’Italia non ha intenzione di entrare in guerra e, in ogni caso, l’Iran minaccia da sempre di voler distruggere lo Stato d’Israele, e uno che minaccia di distruggerti e si dota dell’arma nucleare, vive una minaccia molto forte, no?”

Estratto del podcast citato nell’articolo.

Ora, solo un idiota non capirebbe che, se l’Iran arricchisce l’uranio oltre la soglia massima per uso civile, allora va fermato. Non vedo altre soluzioni.

Fedez e Marra non controbattono.

Fanno questi podcast in nome degli “interessi nazionali italiani” e poi si sorprendono se Israele guarda ai propri interessi nazionali?

Poi arriva l’altra domanda, ovviamente sul referendum sulla giustizia.

Qui salto tutta la fase in cui Fedez si prende in giro da solo parlando dei servizi segreti italiani, e quella in cui Marra insiste per farsi dare ragione su come, secondo lui, sia la destra sia la sinistra abbiano sbagliato la comunicazione online sul referendum.

E quindi? Vuole una risposta? Che risposta pretendeva? Ha incalzato su questa domanda più di una volta, ma caro Davide Marra, che cosa doveva dirti?

“Sì, abbiamo sbagliato”?

“Sì, è andata male”?

“Sì, sei bravo”?

“Sì, ci sei arrivato solo tu”?

Sinceramente: che risposta volevi?

Perché, più di spiegarti che un conto è fare informazione debole e un conto è fare informazione riempiendo i cittadini di invenzioni e sperando in un’isteria collettiva, che cosa avrebbe dovuto aggiungere?

Seminare il panico con una notizia falsa. Vi ricorda qualcosa?

Il Presidente del Consiglio ha spiegato, in modo molto semplice, perché secondo lei bisognerebbe votare per il Sì.

Ed è proprio questo il punto. La sinistra non ci ha mai spiegato, in questi mesi, perché bisognerebbe votare No. L’unica motivazione della sinistra sembra essere quella di fare “dispetto alla Meloni”.

È questo che si capisce dalla politica di sinistra.

Il naufragio diventa evidente quando viene chiesto al Presidente di rispondere a un intervento del professor Barbero.

Ed è qui che voglio spiegare il mio ragionamento.

Il professor Barbero, in quell’intervento, non ha spiegato che la riforma è sbagliata nel merito. O meglio: chiunque si aspettasse una spiegazione vera delle motivazioni, è rimasto deluso. Il professore ha sostenuto che la legge sarebbe sbagliata perché, un domani, qualcuno potrebbe approfittarsene in modo disonesto.

Ed è proprio questa la parte più preoccupante del suo discorso, e forse anche la più offensiva. Perché sottintende che chi dovrà far funzionare i due CSM finirà inevitabilmente per approfittarsene. Io questo lo trovo offensivo. Se qualcuno è disonesto, non significa che debbano esserlo tutti. Non si può giudicare sbagliata una legge solo perché si immagina, in partenza, la malafede di chi dovrà applicarla.

Capito? La legge sarebbe sbagliata perché io ho trovato il modo di fregarla.

Ma secondo questo ragionamento, allora nessuna legge va bene. Perché ci sarà sempre un modo per aggirare una legge. Non esiste la legge perfetta.

Quindi trovo assurdo bocciare una legge perché, se la vuoi aggirare, basta fare così.

È questo il nocciolo della questione sul referendum. E infatti il Presidente spiega anche che in nessun modo verrà alterata la Costituzione e che, comunque, se ci fossero sospetti sulla scelta dei “giudici laici”, sarà sempre il Presidente della Repubblica a firmare il passaggio definitivo.

Quindi adesso la sinistra non si fida più del faro della democrazia, Mattarella?

Concludo, sperando di non fare vilipendio al Presidente del Consiglio, ma vorrei dire a tutta la sinistra:

“Avete deciso di fottere la stronza sbagliata”.

Bravissima Giorgia.

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